• 28/03/2025

Duran Duran a Sanremo: Un viaggio nei ricordi degli anni ’80, con il cuore che batte ancora forte. A Giugno suonano in Italia per 4 date

I Duran Duran sono tornati sul palco dell’Ariston ieri sera, a quarant’anni di distanza dalla loro prima volta, sorridenti ed eleganti, con un atteggiamento più maturo rispetto al 1985, un’impeccabile professionalità e una verve che farebbe invidia a chiunque nel music business.

Sono lontani ormai i tempi del fanatismo e dell’isteria collettiva dei primi anni Ottanta. Questa volta, a Sanremo, non c’erano i teenager ad aspettarli sotto l’albergo nella speranza di un autografo o una foto, non c’erano “ragazzine urlanti pronte ad assaltare l’Ariston, orde di paninari con i loro piumini e le toppe sui jeans, presidi medici per soccorrere crisi isteriche e svenimenti negli angoli delle vie principali”, come ricordano sul sito Rainews.

Ma c’era molta attesa e grandi aspettative per la loro performance sanremese. C’era anche chi li aspettava al varco per denigrarli, certamente. Ma la verità è che in ogni casa italiana, ieri sera, c’era almeno una duraniana che raccontava ai propri figli la sua adolescenza, l’amore per la musica, i capelli cotonati, i colori fluo e la spensieratezza di quegli anni. Le follie degli anni Ottanta e il mondo analogico fatto di giradischi, dischi in vinile che profumavano di magia, pile di copie di Cioè e Ragazza In, Tuttifrutti, Be Bop a Lula, diari segreti, conservati magari ora in soffitta.

C’erano sicuramente duraniani che spiegavano ai loro figli la musica che ascoltavano da giovani, di come era diverso il mondo e gli interessi, senza cellulari e social, di come avevano imparato a suonare il basso, la chitarra o la batteria imitando i loro idoli.

C’è sicuramente chi ha ricordato con emozione quelle due puntate del Festival di Sanremo, passate a casa dei nonni, con i genitori e le zie che commentavano quanto fossero strambi e buffi quei cinque ragazzi inglesi sul palco. Poi magari ci si è guardati allo specchio, con qualche capello grigio e ruga che prima non si notavano. C’è stato un vero e proprio effetto nostalgia, che ha riportato alla memoria ricordi ed emozioni, qualche cotta, i primi amori, con un pizzico di malinconia. Non c’erano solo i Duran Duran su quel palco, a riproporre Wild Boys 40 anni dopo, c’eravamo tutti noi, ancora adolescenti e con tutta la vita davanti.

Questo ha rappresentato il ritorno dei Duran Duran sul palco dell’Ariston, per migliaia di persone in Italia. Carlo Conti li ha voluti in questa edizione per un revival della loro hit Wild Boys, il brano che li ha resi popolari da noi e che era considerato l’inno dei paninari, divenuto molto popolare nella trasmissione televisiva Drive In. Un successo che al giorno d’oggi verrebbe definito “hype” sui social network, all’epoca schizzato alle stelle.

Ad oggi i Duran Duran sono musicisti colti, vantano una carriera ultra quarantennale, di successi e di riconoscimenti da parte del pubblico e della critica. Instancabili ricercatori di stile e innovazione, si sono rinnovati negli anni, sperimentando vari percorsi musicali e collaborazioni. Da quell’apparizione al Festival di Sanremo del 9 febbraio 1985, di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta: il Live Aid, gli Arcadia, i Power Station, l’arrivo di Warren Cuccurullo (ex Missing Persons NdR), la collaborazione con Nile Rodgers, un mega tour internazionale dall’Europa al Giappone, l’inserimento nella Walk of Fame di Hollywood, un Ivor Novello, oltre 100 milioni di dischi venduti, 30 singoli nella Top 40 di Billboard.

Il loro ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame nel 2022 ha segnato un altro picco di carriera, con l’anno che ha già visto la band headliner all’Hyde Park di Londra, esibirsi al concerto del Giubileo di Platino della Regina a Buckingham Palace, chiudere la cerimonia di apertura dei Giochi del Commonwealth nella loro città natale di Birmingham, nonché un tour da headliner in tutto il Nord America che includeva spettacoli sold-out al Madison Square Garden di New York e tre serate all’Hollywood Bowl, concerti di fine anno a Las Vegas.

Ieri sera, sul palco dell’Ariston, c’era un pezzo importante di storia della musica, c’erano gli stessi ragazzi di allora, divenuti prima padri e poi nonni, certamente. Sono passati 40 anni, ma la loro voglia di suonare non si è mai placata. I Duran Duran hanno dimostrato che il tempo passato con la musica non è tempo sprecato, che una canzone come Wild Boys è in grado di far alzare il pubblico dalle poltrone dell’Ariston e di farlo ballare e divertire, ancora oggi. Tutti noi a casa abbiamo fatto lo stesso.

Ottima scelta quella del primo brano: Invisible, dall’album Future Past, uscito durante la pandemia. I ragazzi di oggi lo conoscono bene perché è molto popolare su TikTok, l’avranno riconosciuto mentre guardavano la televisione con i loro genitori.

Bellissima anche la versione di Notorious, che tutti ricorderanno perché, dopo quell’album omonimo, i Duran Duran sono venuti in Italia per il loro primo tour italiano, di ben sette date da nord a sud. L’esibizione è stata coinvolgente, il pubblico divertito. Il sound raffinato, con quel tocco di Nile Rodgers che li ha resi agli occhi del grande pubblico una band dal suono raffinato.

Poi è stata la volta di Ordinary World, un brano toccante, di grande successo internazionale, realizzato insieme a Cuccurullo, che ne ha influenzato il sound e la ricerca sonora in tutto il Wedding Album. Il brano che tutti amano, anche fuori dagli ambienti della fanbase. Simon ha anticipato Ordinary World con una dedica a tutti coloro in cerca di pace: “That’s for the People in the World who are trying to find Peace”.

Girls on Film è la canzone di chiusura dei concerti, quella che segna il momento della festa e dei saluti. Molto apprezzata da tutti i fan, è stato azzeccato l’aver invitato a salire sul palco, proprio in quel momento, Victoria De Angelis (insieme alla band nella foto), per poi suonare con lei Psycho Killer. Alla fine del brano, Simon super inclusivo: “got you boys, got you LGBT, got you girls!”.

La bassista dei Måneskin si integrava molto bene sul palco con loro, dimostrando una stima e un’ammirazione tangibili. Damiano David, del resto, si è presentato al Festival vestito come Simon Le Bon nel video di Planet Earth.

Lo stesso Le Bon aveva omaggiato il gruppo, durante la conferenza stampa del Festival, e non sarebbe poi così difficile portarli a suonare insieme al Circo Massimo a giugno. I fan dei Duran Duran amano ed apprezzano i Måneskin.

Carlo Conti é stato accogliente con la band e ha consegnato loro il premio della città di Sanremo, la trovata della gag con Katia Follesa ci stava. In un programma nazionalpopolare come il Festival di Sanremo, ci sta tutta. Il vestito da sposa, il cartello “Sposerò Simon Le Bon” e il bacio sfiorato, sono l’immagine che tutti i quotidiani italiani aspettavano, in un Festival che è stato già definito dai toni molto pacati, senza colpi di scena. Sino ad ora, almeno.

I Duran Duran hanno portato lo share al 64,11% alle ore 22.49, nel pieno della loro esibizione. Il medley presentato a Sanremo è solo una piccola parte di ciò che i Duran Duran mostrano sul palco durante i loro concerti, vale davvero la pena di andarli a sentire suonare dal vivo! E questa estate non mancheranno occasioni, la band suonerà a Roma per due date, al Circo Massimo, il 15 e 16 giugno poi a Bari per l’unica data in esclusiva al SUD, presso la Nuova Fiera del Levante il 18 giugno. A seguire a Milano, per gli I-Days presso l’Ippodromo Snai, il 20 giugno. I biglietti sono in vendita sui circuiti specializzati.

Info qui: https://duranduran.com/tour/

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La foto dei Duran Duran con Victoria De Angelis è pubblicata sul suo profilo Instagram. Tutti i diritti riservati

Luana Salvatore

Giornalista pubblicista (dal 2008), è editrice e direttrice responsabile di RioCarnival Magazine (dal 2010), nonché co-fondatrice della fanzine italiana dedicata ai Duran Duran (fondata nel 1987). Laureata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma (1998) con una tesi sperimentale in regia cinematografica dal titolo "Immagini per la Musica", incentrata sull’evoluzione dell’immagine musicale dalla British Invasion all’era di Internet, con particolare attenzione ai video musicali. Si specializza in comunicazione pubblica e giornalismo multimediale. Già membro della Medimex Academy, tra le collaborazioni giornalistiche figurano Rolling Stone e Billboard. Appassionata di arti visive e nuove tecnologie, si dedica con interesse alle tematiche sociali, alla disabilità e neurodivergenze. Scrive di Musica, Cinema, Cultura e Lifestyle. Per contatti: editor@riocarnivalmagazine.it NB: RioCarnival Magazine è una testata dedicata alla cultura, alla musica e agli eventi internazionali, con un focus particolare sulle scene artistiche emergenti e le grandi manifestazioni globali. La nostra redazione si avvale del supporto di un’intelligenza artificiale per una verifica ulteriore e l’elaborazione finale dei testi, garantendo un alto livello di accuratezza e coerenza editoriale. Ogni contenuto pubblicato è frutto di un attento lavoro di ricerca, analisi e revisione, con l’obiettivo di offrire ai lettori un’informazione di qualità. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione, anche parziale, dei contenuti è vietata senza autorizzazione esplicita della testata.